Il prezzo dell’oro ha recuperato durante la settimana, chiudendo con un fixing pomeridiano di $1471,50 all’oncia, in rialzo del 4,4% rispetto alla scorsa settimana. In termini di Euro, il fixing di chiusura settimanale è stato €1130,75, mettendo a segno un rialzo del 5,2% rispetto allo stesso dato di venerdì scorso.
Dopo il crollo del prezzo di due settimane fa, il mercato
dell’oro sembra essere in balia di due elementi che si contrappongono ogni giorno l’uno all’altro: gli investitori istituzionali e i piccoli traders di tutto il mondo.
Da una parte le forti cessioni degli ETF sull’oro, in
particolare l'SPDR Gold Trust (GLD) che chiude la settimana con 42,7
tonnellate di sottostante in meno, a 1090,3 tonnellate totali. Si tratta del
livello più basso da settembre 2009.
Eppure, se gli investitori istituzionali, che notoriamente
utilizzano strumenti di investimento come gli ETF, stanno riducendo le
posizioni, gli investitori privati stanno invece mettendo in atto una vera e
propria corsa all’oro fisico in tutto il pianeta.
Negli Stati Uniti, la US Mint ha dichiarato di aver venduto
306.500 once di monete American Eagle fino ad ora durante il mese di aprile, il
triplo rispetto al volume venduto a marzo.
In Asia, e particolarmente in Cina e India, le due nazioni
principali al mondo per l’acquisto di oro fisico, la corsa all’oro è tale da
aver messo in difficoltà il mercato, le cui forniture non riescono a far fronte
alla domanda. Per questo, come riportato dai dealer all’ingrosso, i premi oltre
il prezzo ufficiale hanno raggiunto i $3 all’oncia a Hong Kong e Singapore, e
addirittura i $10 a Mumbai.
Nelle parole di un rivenditore di Singapore, intervistato
venerdì da Reuters, “Chi vuole comprare deve essere disposto a pagare di più
rispetto al prezzo ufficiale, e ad aspettare almeno tre giorni.”
Lunedì e martedì sono state giornate da record al Shanghai
Gold Exchange, durante le quali i contratti di oro 99,99% hanno raggiunto
livelli record a 43,6 e 40,6 tonnellate rispettivamente. Per dare una misura,
il precedente record realizzato a febbraio poco dopo il capodanno lunare era
stato di 22 tonnellate.
Rimane da vedere nelle prossime settimane quale dei due
fenomeni prevarrà, se la domanda di oro fisico durerà a lungo e sarà in grado
di controbilanciare le cessioni degli ETF, ed eventuali possibili vendite nel
mercato del fisico.
Questa settimana sono stati anche divulgati i dati del Fondo
Monetario Internazionale per quanto riguarda l’acquisto di oro fisico da parte
delle banche centrali durante il mese di marzo. Le nazioni emergenti si
confermano acquisitori netti, con in testa la Russia con 4,7 tonnellate
aggiunte a marzo, per un totale di 981 tonnellate totali. La Turchia ha
continuato a prelevare metallo dalle proprie banche commerciali, aggiungendo al
totale delle proprie riserve ulteriori 33 tonnellate, raggiungendo così le 409
tonnellate.
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In collaborazione con Alessandra Pilloni – BullionVault
Riadattato da MarketMovers.it
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